“Non esistono malattie della pelle, ma malattie
che si vedono sulla pelle”. Questo è un
vecchio assioma che tutti i maestri dell’Omeopatia
conoscono e insegnano. Di norma, tranne alcune rare
eccezioni, le malattie cutanee rappresentano la manifestazione
finale di squilibri che colpiscono altri organi.
Per meglio comprendere tutto questo bisogna tener
conto di uno dei problemi più importanti che
l’organismo deve risolvere: lo smaltimento
delle tossine. Le tossine presenti all’interno
dell’organismo possono avere un’origine
esogena (ad esempio le tossine derivanti dalla degradazione
degli alimenti, oppure tossine tipiche di alcuni
ambienti di lavoro come particelle di silicati o
idrocarburi ecc. o l’inquinamento) oppure un’origine
endogena (tossine prodotte direttamente dall’organismo
come avviene nel normale catabolismo proteico o durante
la degradazione di sostanze come ormoni o ancora
le tossine prodotte in situazioni di particolare
stress).
Per smaltire le tossine, normalmente, l’organismo
ricorre a due principali organi: il fegato e i reni
(che proprio per questa loro capacità vengono
detti emuntori).
Da sempre però la natura si è posta
il problema di smaltire le tossine in situazioni
di “emergenza”, come in caso di eccessivo
accumulo di tossine o di deficit di uno o entrambi
gli organi emuntori. In tali casi, l’organismo
ricorre alla pelle per favorire lo smaltimento delle
tossine.
Le tossine vengono smaltite con il sebo oppure con
il sudore. Ovviamente lo smaltimento delle tossine
non è il compito precipuo della pelle, pertanto
ogni volta che l’organismo deve utilizzare
questo organo emuntore supplementare lo denuncerà scatenando
una patologia cutanea che potrà interessare
le ghiandole sebacee oppure le ghiandole sudoripare.
Quasi tutte le lesioni cutanee, quindi, sono la manifestazione
esteriore di un anomalo accumulo di tossine. Secondo
questa interpretazione appare mirabile come la natura
abbia saputo trovare una maniera che contemporaneamente
risolva il problema dell’eccesso di tossine
e lo manifesti all’esterno affinché l’individuo
possa porvi rimedio.
I trattamenti “soppressivi” delle patologie
cutanee, come ad esempio trattamenti con gli steroidi,
da una parte impediscono che l’eccesso di tossine
venga smaltito determinando molto spesso un approfondimento
della patologia con danni agli organi interni e dall’altro,
non risolvendo definitivamente il problema, tendono
a far recidivare la patologia dermatologica.
E’ osservazione comune dei medici che curano
i propri pazienti seguendo gli insegnamenti dell’ Omeopatia
Unicista, che patologie come eczemi (ad esempio le
atopie allergiche), altro non sono che il tentativo
di smaltire tossine di origine immunologia prodotte
in risposta al contatto dell’individuo con
sostanze verso cui si è sensibilizzato, la
psoriasi (le ormai assodate origini autoimmuni della
psoriasi, l’aggravamento in caso di stress,
il miglioramento con l’esposizione al sole
che favorisce un maggiore drenaggio cutaneo possono
far risalire la lesione psoriasica sempre al tentativo
di smaltimento di tossine da parte dell’organismo),
le lesioni vescicolose o bollose (ad esempio l’eritema
solare, l’orticaria ecc…), le manifestazioni
di tipo ipertrofico produttivo (come le verruche
piane giovanili o la tendenza ai cheloidi o lesioni
come verruche e porri, ecc…), manifestazioni
come l’alopecia, l’acne giovanile o la
rosacea, i quadri di iperidrosi, la facilità a
contrarre malattie micotiche o batteriche della pelle
sottendono tutte un quadro di tossicosi. Scopo principale
del medico è quello di individuare lo squilibrio
di base responsabile dell’accumulo di tossine
e favorire, attraverso la prescrizione del rimedio
di fondo, il normale funzionamento degli organi emuntori
e il riequilibrio di tutto l’organismo. Solo
in questa maniera si può garantire ai propri
pazienti una guarigione completa e duratura, salvaguardando,
peraltro, la funzionalità degli organi interni.