Le cefalee, per la loro elevata incidenza, costituiscono
un importante capitolo della medicina. Le cefalee possono essere classificate
in: cefalee da causa
organica (conseguenza di neoplasie intracraniche, di lesioni dei nervi, di
patologie vascolari, ecc.); cefalee di origine traumatica e cefalee
di tipo disfunzionale. Queste ultime sono in assoluto le più frequenti e sono
dovute a diverse alterazioni funzionali, ma che hanno come risultato finale
un processo vasodilatativo a carico dei vasi sanguigni intracranici. E’ proprio
la vasodilatazione la causa del mal di testa.
Le cefalee disfunzionali si possono a loro volta dividere in cefalee
muscolo-tensive,
cefalee dismetaboliche e cefalee catameniali.
Le cefalee muscolo-tensive sono caratterizzate da tensione di alcuni distretti
muscolari pericranici come ad esempio i muscoli paravertebrali a livello
cervicale (la cefalea tipica dei pazienti con artrosi cervicale); i muscoli
del trisma facciale (tali muscoli si contraggono in tutte le situazioni di
tensione emotiva o nervosa e questa è l’origine delle cefalee
da stress); i muscoli oculomotori (la tensione di questi muscoli giustifica
la cefalea nei soggetti con disturbi visivi).
Le cefalee dismetaboliche riuniscono quei quadri di cefalea conseguenti ad
una intossicazione dell’organismo, esempi classici di queste cefalee
sono: la cefalea dopo abuso di alcool o quella dei forti fumatori, la cefalea
dei pazienti con deficit epatico e/o digestivo, la cefalea dei lavoratori
in contatto con agenti tossici.
Le cefalee catameniali rappresentano un tipo di cefalea esclusivo del sesso
femminile. E’ noto che l’incidenza del mal di testa è decisamente
più elevata nel sesso femminile, questo perché uno dei fattori
maggiormante implicati nel determinismo della vasodilatazione responsabile
del mal di testa è la presenza di ormoni femminili e in primo luogo
degli estrogeni. Tali ormoni hanno la proprietà farmacologia di favorire
la vasodilatazione: ciò protegge le donne, ad esempio, dalle malattie
cardiovascolari, ma d’altra parte le sottopone più facilmente
al rischio di cefalea. Le cefalee catameniali sono rappresentate quindi da
quei quadri cefalalgici correlati con il ciclo mestruale e che molte donne
ben conoscono.
E’ importante capire che la comparsa del dolore alla testa è dovuta
al superamento di un livello soglia, che, ovviamente, non è uguale
per tutti. Per questo motivo non tutte le donne soffrono di cefalea catameniale
pur avendo livelli elevati di estrogeni.
Molte cefalee hanno poi cause multifattoriali, ad esempio l’insorgere
di un’artrosi cervicale (di grado lieve e quindi di per sé non
in grado di superare il livello soglia del dolore) in una donna che non aveva
mai sofferto di cefalea catameniale determina la sommatoria dei due stimoli
cefalalgici causando il superamento del livello soglia del dolore e quindi
scatenando il mal di testa.
Tornando alla cefalea in generale si capisce quindi quanto
importante sia riuscire a formulare una diagnosi corretta, questo permetterà spesso
di rimuovere quelle condizioni che l’hanno slatentizzata (intossicazioni
alimentari, difetti visivi, uso di estroprogestinici, ecc.).
L’analisi repertoriale del paziente permetterà infine di individuare
il corretto rimedio omeopatico “simillimum” che, agendo sulle
modalità reattive del paziente, permetterà di ristabilire l’equilibrio
in quelle situazioni disfunzionali che hanno determinato l’insorgere
della cefalea. La cefalea è una patologia paradigmatica di quale sia
il meccanismo d’azione dell’omeopatia, che non si prefigge come
scopo quello di allontanare il male (e quindi curare il sintomo), ma di far
sì che il male non si presenti più (e quindi guarire il malato!!!).